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19 Maggio 2012 03:44:04
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Forum > La zona calda...qui si scrive! > Gruppone in movimento! > Ragazzi che momenti! > Topic: Report del Motogiro a Ginevra (2010)
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Autore Topic: Report del Motogiro a Ginevra (2010)  (Letto 1089 volte)
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« il: 08 Luglio 2010 18:56:35 »

REPORT WEEKEND GLMC A GINEVRA (03-04/07/2010)

SABATO 3 LUGLIO – l’andata
“Arrivate entro le 8.30 con il pieno già fatto, o vi resetto tutte le password delle vostre caselle e-mail, la programmazione del decoder della tivvù e pure le impostazioni della radiosveglia!!”... così aveva tuonato il Webmasterissimo nei giorni precedenti l’Evento.

E siccome tale jettatore tornava a girellare con il gruppo GLMC esattamente un anno dopo aver usato la moto per lucidare l’asfalto di Lombardore, e dopo aver pure scodellato un pupo (anche se si dice che la maggior parte del lavoro in questo caso l’abbia fatta sua moglie… mah), c’era da credere alle sue minacce, visto che sbavava vendetta peggio di un mastino napoletano che non mangia da una settimana.

E fu così che, un po’ per le minacce del guru del sito GLMC, un po’ per l’altissimissimo senso civico che pervade molti degli associati (non è vero, ma è tanto per dire qualcosa di politically correct), la quasi totalità delle persone si è trovata alle 8 al ritrovo previsto.

Ma ci sono sempre delle eccezioni… e spesso queste sono proprio dove non ti aspetteresti di trovarle..

La prima eccezione?
Io.
Le mitiche operazioni di “allestimento bagagli” degli Hali anche questa volta sono state all’altezza delle aspettative.
Per ottimizzare le operazioni io e Hola ci eravamo spartiti i compiti in base alle nostre capacità individuali: lei si sarebbe occupata di scegliere la roba da portare e io di infilarla nelle borse.
“massì… facciamo le borse direttamente sabato mattina, così la roba non si stropiccia!” dissi io, rimirandomi allo specchio tronfio e fiero, assolutamente SICURO delle mie parole.

Peccato che la risposta di mia moglie sia stata “OK… Ah, senti, stasera (– era la vigilia della partenza –) andiamo a cena dai miei? Vorrebbero salutarci… tanto non facciamo tardi.. per le dieci saremo già a casa!”

…seeeeeeeeeeee, come no!
Infatti non solo la mia adorata suocera ha tentato di accopparmi con delle porzioni di branzino che avrebbero fatto venire l’indigestione pure ad una balena di 10 tonnellate, ma pure la serata si è protratta fino a mezzanotte, facendoci tornare a casa con un ritardo apocalittico.

Quando si tratta però di prepararsi per partire, mia moglie viene colta da tali raptus di entusiasmo che le danno talmente energia che in confronto il coniglietto della Duracell sembra un bradipo in coma. Appena entrati in casa ha inziato a preparare il mucchio di roba ad una velocità tale che sembrava di essere circondati da 3 commesse di Zara durante i saldi.
Quando l’altezza del mucchio dei vestiti ha raggiunto il lampadario della camera da letto ho tentato, prendendola mooooooolto alla larga, di convincerla a rinunciare a qualcosa… Hola in questo si è dimostrata assolutamente collaborativa: mentre toglievo l’ombrellone da spiaggia, il lettino per il sole, i sali da bagno da 3 Kg. e l’idromassaggio portatile non si è nemmeno lamentata.
Comunque si è fatto tardi… (è quasi l’1) andiamo a nanna.

L’indomani ci svegliamo, ci laviamo, prepariamo le borse e…azz! Non ho stampato l’elenco dei paganti e dei partecipanti!
E così, non avendo a casa alcuna metodologia informatica di stampa, fatta eccezione per matite e biro, mi sono messo a scrivere il tutto a mano, con un conseguente ritardo sulla tabella di marcia e con lo spettro dell’anatema del webmasterissimo che mi risuonava in testa.
Colazione veloce al bar, rifornimento alla moto e via, siamo in corso Allamano: arriviamo al ritrovo e infatti ci sono già quasi tutti.
“eh, ma che figura… siamo gli ultimi!” mi fa Hola. Mmentre parcheggio decido di giocare il jolly e le rispondo “scommetto quello che vuoi che Marco non c’è…” e infatti il MegaBresidentissimo non c’era!
Ero certo di ciò non tanto per il fatto che lui sia un ritardatario da competizione, ma perchè essendo il nostro “namber uan”, con l’anatema del webmasterissimo ci si sarebbe certamente pulito il cu…oio degli stivali (e infatti).

Dopo i saluti di rito ci sono state le presentazioni con gli amici nuovi, sfoggiati freschi freschi per quest’avventura: si segnalano tra questi gli amici genovesi e il mitico Torak, scugnizzo partenopeo dalla simapatia innata.

Rivedo parecchi che non incontro da un sacco di tempo: Paolone (che sfoggia la ninjazza nuova e un nuovo campionario di bestemmie con cui si è classificato 3° all’ultimo “absolute bestemmion-contest” di Rovigo), Scuba (toh, ha cambiato moto! Chi l’avrebbe mai detto?) Lusi (gobbaccio maledetto) e Bitta (dal cui bagaglio spuntano 3 stecche di Marlboro rosse “bitta limited version”… boh?), Ross (che sfoggiava le bretelle nuove dell’Uomo Ragno), H724 e befa (ovvero Natale e la befana… le festività GLMC!), i protagonisti di “Cascina Sbardowski” (ovvero Sbarda e Ammuri) e il temibile Arthasso-satanasso (ovvero il webmasterissimo gommaliscio) accompagnato da sua moglie Bimba.

Dopo qualche istante in cui arriva Ponga (si dice che abbia fatto tutto il viaggio da casa fino al ritrovo impennando su una ruota sola), si ode un coro di angeli ed ecco… arriva il MegaBresident!

Dopo qualche altro saluto di rito, finalmente si parte.
La colonna di moto si muove alla volta di Susa, ove si dovranno recuperare Sergio e Alejandro (el “maracucho de baja”) che, spaventati dall’anatema del Webmasterissimo, pur di non fare tardi hanno prenotato un rifugio in montagna e dormito già in quota.

Per strada però è proprio il maracucho che raggiunge noi (chissà dove si era ficcato… sto extracomunitario!!) e comunque, poco dopo,  arriviamo a Susa per la prima tappa.
Mentre Bitta si sveste rimanendo in canotta come un rumeno, con il sottocasco alzato sulla fronte e si accende una sigaretta con un espressione alla James Dean, io e Gius chiamiamo Sergio (nel senso che lo chiamo io con il cellulare di Gius).

“Ciao Sergio, siamo arrivati a Susa adesso: tu dove sei?”
“sono al lago del Moncenisio!”
“..??? e checcazz’è? una gara ad inseguimento? Vabbeh, fermati lì, che sennò continuiamo ad inseguirti fino a Ginevra…”
“OK!”

Si riparte.
La strada che sale al Moncenisio è veramente bella: asfalto pulito, belle curve..c’è solo un po’ di traffico, ma non importa.
Io mi ingarello subito con il webmasterissimo Arthasso-satanasso, riprendendo così le nostre cruentissime faide che giacevano nel dimenticatoio da più di un anno: con un certo malcelato stupore noto però che queste ricominciano esattamente come erano finite un anno addietro…ovvero finisco bastonato come una pentolaccia alla sagra del suino di Norcia, beccandomi qualche centinaio di metri di distacco all’arrivo sul colle.

Nel frattempo un gruppo di rudi bikers Harleysti francesi, saliti dall’altro versante, riparte verso l’Italia (e meno male che non andavano nella nostra stessa direzione, altrimenti per superarli tutti ci avremmo messo una quaresima), subendo la sfida verbale del nostro Bitta, che sul ciglio della strada, in canotta rumena, con il sottocasco sulla fronte e con la sigaretta all’angolo della bocca come Gighen, li guardava con disprezzo… molto disprezzo.

Si riparte di nuovo.

La discesa dal versante francese è bella, immersa nel verde… luogo poetico e ameno, adatto per rivelazioni mistiche.
Ed infatti, durante questa discesa, si sono intravisti quelli che sarebbero diventati i 4 CAINI del GLMC.
Dicesi “Caino” un elemento coraggioso al limite dell’incoscienza, spericolato il giusto e veloce il massimo.. nonchè dotato di un gran manico (non nel senso fisico ovviamente…siamo pur sempre un motoclub di rekkie, non dimenticatelo) insomma, un Caino vero e proprio.

Il “Capo dei Caini” è senza dubbio Grugnetto, che riuscirebbe a bastonare tutti gli altri anche se viaggiasse su un “Ciao” Piaggio da portalettere degli anni 80, facendo sembrare il tutto di una banalità sconcertante.

Il secondo Caino è Bitta che da quando ha la millona ha inventato una nuova tecnica di guida: perfettamente dritto fino alla corda della curva, in piega fino a sfregare con i dischi freno l’asfalto, e di nuovo perfettamente verticale subito dopo.

Il terzo Caino è Paolone che, in preda all’estasi di avere tra le mani una moto vera (ninjazza), dopo 6 anni di purgatorio con una mietitrebbiatrice, si è lanciato in una personale prova di chilometro lanciato – ululato (nel senso che la ninjazza ululava dallo scarico come un branco di lupi in una note di luna piena mentre lui la scannava arrivando al limitatore anche da fermo).

L’ultimo Caino è il “Maracucho de Baja” Alejandro, che da un lato irride (e conquista) tutte le donne presenti con la musicalità della lingua spagnola, mentre dall’altro mazzula tutti i piloti con badilate di gas della sua Apriliona.

I Caini gommalisci: se li conosci li eviti… se non li conosci.. stai tranquillo che verranno loro a conoscere te.

Finita la discesa ci si ferma ad una rotonda, per ricompattare il gruppo.
Rapido conto dei presenti…chi manca? Stark.

“Boh, starà arrivando.”
Dopo 5 minuti:
“Eh, se la sarà presa comoda.”
Dopo 10 minuti:
“Boh, magari si è fermato a pisciare.”
Dopo 15 minuti:
“Boh, magari avrà dovuto pure cacare.”
Dopo 20 minuti:
“… mmhh, forse è meglio se lo chiamiamo!”

Prima chiamata: nessuna risposta.
Seconda chiamata: idem:
“vabbè starà guidando” penso.
Gli mando due sms sia sul numero personale che su quello del lavoro..
…ancora nessuna risposta.

Per sbloccare la situazione una parte di noi parte alla volta dell’Iseran, per vedere se per caso Stark non abbia preso un’altra strada per il colle, mentre io ed altri rimaniamo ad aspettarlo nel caso che, bontà sua, si fosse finalmente deciso a riapparire.

Dopo 30 minuti… nulla.
Allora Sergio si offre volontario per fare la strada a ritroso verso il colle per cercare il disperso, mentre noi contnuiamo a presidiare l’incrocio, fosse mai che il nostro eroe decidesse di ricomparire.
Dopo la partenza di Sergio, dal colle arriva di tutto: motocilisti, ragazzi in skateboard, suore anziane sulla sedia a rotelle, cammelli al galoppo e, pare (io non li ho visti, ma mi fido di Gius), anche una piccola mandria di gnu dietro un unicorno alato.

Dopo un po’ ritorna Sergio: nessun segno del nostro hornettaro disperso.
Gli riscrivo che ci si ritrova sul colle dell’Iseran, visto che l’unica direzione alternativa che può aver preso è quella e ripartiamo.
Arthas va per primo (essendo dotato di navigatore) e io, ovviamente, gli sto dietro per cercare di non farmi staccare troppo. Più attardati partono anche Gius, Sergio e Ponga.

Dopo circa UNA curva vediamo un missile che ci supera tutti e due all’esterno, su una ruota sola con una traiettoria degna di Giotto… ehi, è Ponga! Niente niente stiamo per aprire la sezione femminile anche delle caine?? Ahah!

La strada ora è stupenda: leggero tratto di fondovalle con successiva salita al colle con aderenza perfetta e un sacco di curve.
Dopo un po’ vedo che sto raggiungendo la moto davanti…quella di Arthasso! (in realtà lui aveva rallentato per via dei pugni in testa che gli stava mollando la sua zavorrina Bimba, la quale odia andare forte nelle strade senza guard-rail e con uno strapiombo di fianco, esattamente come quella.... ma questa cosa fate finta di non averla letta!)
Dopo una curva vedo che il webmasterissimo ha un’incertezza e allora scalo 15 marce, faccio fare 2 giri complete alla manopola del gas e lo infilo, appena prima della curva successiva.
Subito dopo Hola si apre la visiera e mi fa: “bravo, stai guidando davvero bene… ma non hai visto lo strapiombo di fianco?”
“no! non sto vedendo un tubo, guardo solo per terra… perchè, c’è uno strapiombo?”
“ommadonna…spriamo di arrivare interi!” e, per dimostrami tutta la sua totale fiducia nelle mie capacità “pilotistiche”, sento che la mia mogliettina incomincia a sgranare rosari come una suora ottuagenaria.

Dopo un po’ arriviamo finalmente sul colle dell’Iseran, dove ci ricongiungiamo agli altri che si erano avviati prima di noi. Il panorama è notevole, la temperatura gradevole e quindi ci si dedica alle foto di rito, dopo aver apposto il mitico bollino “GLMC” sul cartello caratteristico del Colle.
Ah, finalmente arriva un sms di Stark… per errore ha seguito una moto che non era di uno di noi ed è finito quasi a Modane! Ahahahah! Ha comunque letto il mio sms e ci sta raggiungendo sul colle.
Per non perdere troppo tempo però ripartiamo verso Val d’Isere, dove ci fermeremo per il pranzo. Gli riscrivo dicendogli che ci saremmo trovati direttamente là.

La discesa è bella quanto la salita (anche se i tratti in discesa non sono i miei preferiti) e il panorama è decisamente da cartolina. Giungiamo dopo circa 20 minuti nella ridente cittadina di Val d’Isere, davvero bella e molto curata.
Parcheggiamo le moto davanti ad un ritorante e ci accingiamo a pranzare, dando luogo a scene epiche, che hanno reso famoso il GLMC “olloverdeuorld”.
Basti pensare che il nostro prode Scuba si è accomodato nel dehor del ristorante…però mangiando i suoi panini!! E poi dicono dei genovesi!

Ma la scena migliore è stata vedere Paolone e Dave che sono andati ad accattarsi tutto l’occorrente per preparare un bel panino: baguette da 1,5 Kg., 1 prosciutto intero e una forma di formaggio grande come una ruota dfi camion. Come risultato hanno prodotto un siluro di panino lungo 50 cm e spesso 10 che ha richiesto un notevole impegno per essere mangiato, tra l’ilarità dei presenti.
Dopo circa un’oretta, quando il gruppo era in pieno abbioccone post-pranzo, ecco che, come un cavaliere solitario…arriva Stark!
Com’è nel suo carattere la butta subito sul ridere, anche se la sua zavorrina Cristina avrebbe evitato di allungare di altri 90 km… ahahah!
Per il pranzo sono “paninimuniti”, per cui in pochi minuti si rifocillano e riposano.

Alè, è di nuovo ora di ripartire: tutti dietro il MegaBresident, come i sorci dietro al pifferaio magico.
Prima però occorre salutare Arthas + Bimba, Dave, Gius, Ponga e Ross che rientrano a Torino dopo averci accompagnati fino a lì. Sono stati encomiabili per non aver voluto mancare all’appuntamento anche se altri impegni gli hanno impedito di partecipare ai 2 giorni completi… Massimo rispetto per i ragazzi!

La strada è ancora davvero bellissima e il gruppo si suddivide in base alle proprie velocità.
Ovviamente i 4 caini danno sfogo a tutta la loro irruenza sparendo subito all’orizzonte, seguiti poco dopo da Sbarda con la sua SV (che probabilmente va a plutonio, visto le velocità che raggiunge… mah) e dal MegaBresident con la sua fida Hornetta.
Più indietro ci siamo io, H724, Giusy, Musetto e Torak, e poi via via tutti gli altri.

Facciamo poi un’altra tappa per fare rifornimento, ricompattando il gruppo: e mentre siamo svaccati sotto la pensilina del distributore (diciamo che i sederini iniziano a farsi sentire, dopo parecchie ore di viaggio) ci raggiungono Marinella e Ghebes che, per problemi alla moto (dal concessionario fino a poco prima), sono partiti da Torino quasi 3 ore dopo di noi.

Degno di nota è l’abbigliamento di Ghebes. che per non far esplodere la tuta di superman nuova di zecca trattiene il respiro per quarti d’ora interi, diventando color vinaccia appassito… del resto a forza di nutrirsi di porcetto sardo e mirto non è che si può sperare di essere filiformi…ahah!

Dopo che Bitta si è fumato la 24 sigaretta della giornata si riparte.
“Le montagne ora sono finite”, direte voi…sbagliato!
C’è ancora il tempo per un colle (anche qui una strada FAVOLOSA) e per una tappa in montagna, in cui riusciamo ad incastrare 20 moto in un parcheggio dove al massimo ce ne sarebbero state 5 o 6… il campione mondiale di shangai ci fa una pippa.

Dopo ancora qualche decina di km. arriviamo finalmente alla nostra meta: l’ETAP hotel!!

Qui il MegaBresident ricorre a tutto il suo self-control per non oltrepassare il bancone e strozzare quella rekkia francese alla reception che solleva storie su qualsiasi cosa (camera doppie, triple, gente troppo alta, troppo magra, troppo meridionale, etc.) e finalmente se ne esce con i codici delle camere.

Nel parcheggio avviene la distribuzione dei suddetti codici e ci si da appuntamento per un paio d’ore dopo, in cui andremo a cenare a Ginevra (a pochi km di distanza).
Qualche camera è banale (tipo quelle composte da pilota + zavorrina), mentre altre promettono scintille… come ad esempio quella composta da Paolone e Bitta (che intanto sta fumando la sua 36esima sigaretta).

L’ultimo saluto prima di salire in camera è del MegaBresident e di Grugnetto, che per viaggiare più leggeri hanno dato i loro bagagli alle fidanzate (Laradea e Samandina77) che ci raggiungeranno in macchina.
A tal proposito parte una proverbiale cazziata presidenziale telefonica alla first lady, rea di non essere ancora arrivata all’hotel perchè attardata a Ginevra in operazioni di shopping sfrenato, costringendo il di lei fidanzato che ormai si è tolto la tutazza fetida…a vestirsi con l’antipioggia!!!
AHAHAHAHAH!

Dopo un paio d’ore (in cui arrivano anche i bagagli del Mega e di Grugnetto), ci ritroviamo di nuovo nel parcheggio per andare a cena, dopo aver constatato che nel frattempo ha leggermente piovuto.

Ossevando la facciata dell’albego vedo subito che nella camera vicino alla mia qualche incivile ha lasciato i propri stivali da moto sul davanzale… bleah!
Mentre sto ammirando questa scena con sommo disgusto, mi si avvicina Cinghios che mi fa “che c’è? Che guardi?”
“ma guarda là… gli stivali sulla finestra!”
“hai ragione…sti meridionali!”
“bè…non sappiamo se sono meridionali…”
“no no, lo sappiamo! Quella stanza è la mia!! AHAHAHAHA!”
Subito dopo appare anche Sbardacus che, imitando Lino Banfi, fa: “mooooooo! Pure di là ci sta pieno di meridionEli! Guardate allà!” e ci indica una finestra sul cui davanzale ci sono 4 stivali, e tra gli stipiti è stato pure steso un filo artigianale in cui sono appesi: 3 paia di mutande, 7 calzini (spaiati), 2 canotte (di cui una ancora sporca di sugo) e un paio di pantaloni alla zuava in fustagno, tipici dei briganti pugliesi del primo 900.
Io e Cinghios scoppiamo a ridere e lo Sbarda subito precisa “che vi credete? È la mia cHEmera! Buahahahah!”

Per ultimi arrivano Paolone e Bitta, che intanto fuma la 43esima sigaretta, con un’espressione alla “Ivano” di Carlo Verdone, quello del “lo famo strano”… e non voglio sapere perchè!

Mia moglie decide di farsi perdonare da Paolone per la violentissima cazziata a cui l’aveva sottoposto nel viaggio del pomeriggio, a causa della sua velocità eccessiva tenuta per strada (senza considerare che è un caino e quindi la velocità per lui è un optional), chiedendogli di portarla fino a Ginevra (viaggio brevissimo… circa 8 km).
A me si libera quindi un posto sul sellino e così decido di invitare il Lusi (oh, zavvorre libere non ce n’erano...) ma quel “calabroleso” mi schifa nemmeno se fossi un pesce avariato e sale in sella alla sua carriola.

Poco prima di partire accade un fatto inaspettato: a Grugnetto cade per terra l’ARAI nuovo di zecca autografato da Scassa, pilota SBK.
Pare che le bestemmie siano state udite fin dal Vaticano, che ha prontamente avviato l’iter per una bolla papale di immediate scomunica. La performance del Grugno è stata talmente notevole che al confronto Paolone sembra un fraticello scalzo e tremebondo.

Il trasferimento a Ginevra è degno di “Easy Rider”: un gruppone di una 20ina di moto su una strada con un semaforo ogni 50 metri..immaginate il casino.

Arrivati a destinazione parcheggiamo negli spazi appositi e blocchiamo le moto con il bloccadisco.
Assistiamo a due scene epiche: la prima di Sergio, che dotato del mitico bloccadisco a “U” della Honda (il più sicuro di tutti) tenta di piazzarlo tra i raggi del suo VFR con qualche leggerissima difficoltà. Arriva Paolone, che per aiutare Sergio finisce quasi per sollevare tutta la moto prendendola dagli steli della forcella, bestemmiando come un turco che ha finito le sigarette.
Dopo un po’ di tentativi vani, con i nostri 2 eroi ormai sudati come capre, giunge un’illuminazione divina: “mettiamo stammerda sulla ruota dietro!” e in 3 secondi l’operazione riesce.

La seconda scena ha luogo dopo che ci siamo avviati a piedi alla ricerca di un locale per cenare: Bitta, una volta dispersosi il fumo delle 7 sigarette fumate nel frattempo (record parziale), si accorge che la sua moto ha il bloccadisco…senza che però lui l’abbia messo!
Mistero svelato subito: il prode Scuba, in evidente stato confusionale, anzichè metterlo alla sua l’ha piazzato su quella di Bitta! E una volta accorsosi dell’errore non è mica tornato indietro a rimediare, ha lasciato tutto così!
BUAHAHAHAHAH!

Dopo innumerevoli giri per locali ci si divide, allettati da gusti diversi: che chi si reca al messicano, chi da Mc Donald e altri (tra cui il sottoscritto) che si recano dal kebabbaro. Qui si intavola una faida violentissima con un cameriere straniero (marocchino o turco, boh) che sostiene che il franco svizzero è forte e che l’euro non vale niente per cui ci offre un kebab arrotolato alla modica cifra di 10 euro (notare che l’identico panino a Torino costa più o meno 3,5 euri…).
Il malcapitato prima si riceve una dose di notevoli insulti dai presenti e poi, tentando di rimediare, prende uno di noi per trattare sul prezzo, commettendo però un errore imperdonabile… sceglie Grugnetto! E infatti il nostro senese maledice in toscano lui e tutta la sua parentela fino alla 4a generazione, bambini compresi.

Raggiungiamo così gli altri al Mc Donald.
“Casse multiple: sicuro come l’oro che sceglierò la più lenta…”
..e infatti!
Però rimango in coda con il partenopeo Torak e almeno animiamo l’attesa scassandoci di risate.
Dopo il frugale pasto ci avviamo per un rapido giretto a piedi per Ginevra, anche se siamo tutti stanchi come bestie.
Il MegaBresident però vuole andare da Starbucks e quindi…alè, tutti dietro di lui, nemmeno fossimo in moto.

Primo Starbucks: chiuso.
Secondo Starbucks (dopo una galoppata di chilometri e chiloometri): chiuso.
Si decide così di rientrare in albergo… il gruppo però non è tutto unito, ma leggermente frammentato: cosa decisamente simpatica è che con noi c’è Bitta ma non c’è Scuba con le chiavi del bloccadisco, per cui… ahahahah!
Bitta però non sembra molto turbato da ciò: si limita ad accendere una sigaretta e ad assumere un’espressione cone Marlon Brando in “Fronte del Porto”, aspettando il ritorno dell’incauto Scubolo.
Com’è come non è, alla fine ci si ritrova tutti e si fa ritorno in albergo (nuovamente sfracassando con le moto come nemmeno ad una gara di SBK).

Qui ci si dà il gancio per le 8.30 della mattina dopo e ci si saluta per la buonanotte.


DOMENICA 4 LUGLIO – il ritorno
Il giorno successivo ci ritroviamo tutti all’ora stabilita per la colazione, dopo che nelle camera era mancata la corrente elettrica (francesi ragni!!).
Un rapido pasto frugale e si torna in camera per preparare le borse e poi ripartire.
Laradea (la first lady, venuta in macchina con Samandina) commette l’errore di chiedere a qualcuno se vuole che lei gli porti i bagagli in auto e, nel giro, di 5 secondi si ritrova con sua la Micra lilla (Hello Kitty’style) strapiena di bagagli in ogni ordine di posto!! (pare che Lusi le abbia piazzato sul tetto pure il suo catorc.. ehm, la sua moto, ma non ne ho la riprova...)

Si riparte, alla volta del giro del lago di Ginevra.
Facciamo un rapido rifornimento in territorio svizzero, per sfruttare il minor costo del carburante e poi via, in direzione lago.
La strada è piena di semafori e pure abbastanza noiosa per via del traffico e delle rotonde, per cui il divertimento è sicuramente inferiore al giorno precedente.

Si giunge così alla prima tappa, necessaria per evitare i primi svenimenti. La sosta è stata subdolamente fatta dal MegaBresident in un posto senza negozi, bar, taverne, trattorie, piole, chioschi o distributori di bibite, così da evitare che il gruppo si disperdesse troppo.. con il risultato che alcuni di noi, tra cui io, Cinghios, Grugnetto, H724, Sergio, e tutte le relative zavorrine, siamo subito spariti alla ricerca di un bar!!
E non solo…
…abbiamo pure maledetto il nostro pifferaio magico per averci fatti sostare così fuori mano!
Ahahahah!

Dopo un po’ si riparte nuovamente.
Altro breve tratto di lungolago e poi la strada inizia a dirigersi verso le montagne.
Più o meno all’ora di pranzo ci si ferma presso un distributore dove fare il pieno alle moto e pure alle nostre panze.
Ormai la stanchezza dilaga e molti di noi si siedono nei posti più impensabili, pur di riposarsi... il record è toccato da Hola che si mette a mangiare l’insalata seduta sullo scalino di una pompa di carburante!
Dopo che Bitta si fuma la sigaretta numero 124 (sempre in rigorosa canotta di Bucarest e sottocasco in fronte) e Paolone digerisce sparando qualche bestemmia, ci si prepara per ripartire.
Io inizio ad essere un tantinello stanco…e infatti non mi ricordo dove ho messo casco, guanti e paraschiena, che però ritrovo poco dopo nell’armadio espositore di liquidi lavavetri e autoaccessori del distributore!

Si riparte, puntando alla strada che porta al valico del Gran San Bernardo.
Finalmente si ritrova una strada larga e con delle belle curve, così ci si ingarella subito come dei bambini e si evita il classico colpo di sonno post-pranzo.
Il gruppo si frammenta per via di alcuni semafori che regolano il traffico a senso alternato, ma ci si ritrova comunque tutti in cima al valico.
Classiche foto di rito e passaggi ai bagni, dopodichè si incominciano a riscontrare i primi cedimenti fisici: a me sono venute le vesciche alle 2 dita con cui tiro la frizione, mentre al maracucho de Baja (sempre Alejandro) a forza di frenare come un criminale si è gonfiato l’indice della mano destra come un wurstel dell’Oktoberfest.
Ricordandosi dei suoi trascorsi da Giovane Marmotta venezuelana ficca la mano nella neve (eh, sul colle del Gran San Bernardo c’è la neve pure a luglio!), con il risultato che si infradicia fino al polso e..il dito gli fa male come prima!!
Ahahahahah!

Si ri-riparte per l’ennesima volta: la discesa verso il lato italiano è meno bella per via dell’asfalto spesso attraversato da rigagnoli d’acqua (dovuti al fondersi della neve) e al brecciolino, infido e traditore (che spesso vedi solo quando ci sei sopra!).
Ciò non impedisce ai caini di scatenarsi come al solito, e infatti vengo prima superato da Bitta (mi è parso di vederlo fumare dentro al casco… ma non ci giurerei) e poi da Paolone, che ulula dal divertimento più dello scarico aperto, apertissimo, praticamente da arresto, della sua ninjona verde.
Il brecciolino poi ci gioca un brutto scherzo, ma con il solito spirito gommaliscio superiamo il contrattempo nel migliore dei modi, nonstante l’accanirsi del “deshtinu vastasu porcu” (cit. Cetto Laqualunque) contro di noi.

Per il rientro avviene suddividendosi in quattro gruppi:
il primo è composto solo da Stark, che decide di anticipare tutti, così da non fare tardi in caso di eventuali altre personali deviazioni di 90 km, come nel giorno precedente;
il secondo è composto dai genovesi (Scuba, Musetto e la Sappri) che devono tornare fino a Genova (stikazzi!);
il terzo dalla maggior parte del branco;
il quarto da me e Hola, Cri74, Cinghios e Paolone.

Tutti i gruppi, chi prima chi dopo, decidono di rientrare facendo l’autostrada Aosta – Torino perchè tanto ormai la giornata volge al termine e la statale non è che sia poi così divertente.

Nel viaggio del mio gruppo (l’ultimo ad essere partito in ordine di tempo) si assiste a delle scene notevoli, che ci fanno sorridere e distrarre dalla stanchezza.
Per prima cosa riusciamo ad incastrare la macchinetta di rilascio dei tagliandi al casello di ingresso dell’autostrada (perchè eravamo troppo vicini uno con l’altro): la situazione si sblocca quando il prode Cinghios inizia a prendere a cinghiate (ecco il motivo del suo nickname) la suddetta macchinetta mentre intanto Paolone dà fondo al suo repertorio di “bestemmioni per occasioni speciali – da usare con moderazione”, mentre sgasa a fondo scala con la ninjona.
Da lontano vedo distintamente le macchine nelle corsie di fianco che, terrorizzate, appendono trecce d’aglio agli specchietti esterni e cornetti rossi alle antenne dell’autoradio.

Poco dopo, durante la sosta all’autogrill di Saint-Vincent, Cinghios vuole saltare il bancone come nei saloon del far West per strozzare la barista… Inoltre, dopo qualche minuto, arriva nel parcheggio una macchina sfasciata da cui scendono 4 tipi (italiani), in gonna scozzese e a torso nudo che imprecano perchè avevano perso al casinò… Paolo li guarda, ascolta le loro imprecazioni, si volta verso di me e bofonchia con tono di disprezzo: “puah, dilettanti…”
…ahahah!

Ma in fondo in fondo… cosa manca a questi due giorni per potersi dire “completi”?
…massì, un po’ di pioggia!

E infatti, poco dopo, siamo costretti a fermarci sotto ad un cavalcavia a causa di un diluvio.
Lì si è toccato con mano il vero spirito di solidarietà, quando ci siamo ritrovati tutti e 5 al buio (ormai erano quasi le 22), sotto l’acqua, con gli schizzi delle auto che in velocità ci passavano a 1 metro ma ciononostante… con il sorriso sulle labbra!

Poco dopo ripartiamo, ma prima del sucessivo autogrill (mi pare dalle parti di Ivrea) inizia a piovere di nuovo (ettipareva!!).
Proseguiamo per 4-5 km sotto l’acqua fino a raggiungere il distributore e ci fermiamo sotto alla pensilina.
Ormai la prendiamo sul ridere, tanto contro Giove pluvio (siamo diventati pagani, ricordate?) c’è poco da fare.
E per esorcizzare le avversità che ci stanno colpendo, io e Paolo, ormai convertiti al paganesimo più sfrenato, decidiamo di sfidare gli dei iniziando a fumare come due turchi chiusi in un tabacchificio, sentendo che, lentamente, ci stiamo “bittizzando” (…ommioddio!).
Cristina non si era accorta di questa novità e tutto ad un tratto guarda me e Paolo e fa:
“ma fumate??”
e noi, dopo un breve sguardo d’intesa:
“sì ma solo quando siamo contenti!!”
E giù risate!

Appena la pioggia cala d’intensità ripartiamo di nuovo, dandoci appuntamento al casello di Settimo Torinese.
Qui veniamo subito assaliti da un’afa allucinante, che, insieme alla stanchezza, ci fa accorciare la durata delle operazioni di saluto.
Cri e Cinghios escono quindi alla prima uscita (per Torino Nord), mentre io, Hola e Paolone tiriamo dritti per la tangenziale.
Dalle parti di Venaria ci prendiamo l’ultima spruzzata di pioggia e io, che ero davanti, nonostante il casco, il rumore dell’aria e delle moto, sento distintamente Paolone che abbaia verso il cielo utilizzando il repertorio “bestemmie per le grandi occasioni – utilizzare con MOLTA cautela” e capisco che è meglio non fermarsi, al limite arriveremo a casa bagnati.

Chiassà se per il coraggio dimostrato o per le “carezze verbali” di Paolo, smette di piovere quasi subito!
Il tempo di un rapido saluto in corsa con il fedele Paolone, e io e Hola ci ritroviamo soli a percorrere l’uscita della tangenziale che ci porta sotto casa.

E’ strana come sensazione: guardo negli specchi e non vedo nessuna delle moto che ci hanno accompagnato nei 750 km di questi 2 giorni… e subito ritornano in mente le scene appena vissute, forse per via della nostalgia che, inevitabile, ti assale sempre al rientro da un viaggio divertente.




Siamo giunti alla fine, amici miei, il racconto della nostra esperienza è finito: per altri dettagli… non cihiedetemeli ma la prossima volta venite a viverli di persona!
Ah, una cosa però ve la posso ancora dire: durante il parcheggio della mia fedel CBRina in garage, ho dato una bella raschiata contro il muro con uno dei contrappesi nuovi in ergal che avevo appena montato!!
Dopo una giornata simile però non mi è venuto da arrabbiarmi ma da ridere… perchè ho subito pensato a come avrebbe reagito Paolo al mio posto!!


Halo
« Ultima modifica: 09 Luglio 2010 15:48:15 da Halo » Loggato

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« Risposta #1 il: 08 Luglio 2010 19:07:30 »

Che dire? Più in forma che mai... la tua vena poetico-cronistica mi stupisce ogni volta... massimo rispetto  33
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« Risposta #2 il: 08 Luglio 2010 22:12:53 »

Alo Namber Uan! :)
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« Risposta #3 il: 09 Luglio 2010 00:10:47 »

Io proporrei Halo come ReportMan ufficiale GLMC (con obbligo di partecipare a qualsiasi avvenimento per poi poterlo raccontare)!!!!
Ogni volta che leggo un suo report incomincio a ridere da solo davanti al pc come un cretino!!!
28 28 28
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« Risposta #4 il: 09 Luglio 2010 08:28:59 »

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« Risposta #5 il: 09 Luglio 2010 09:31:42 »

Calabroleso???!!!!!! Può essere  clapping
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« Risposta #6 il: 09 Luglio 2010 09:54:49 »

Hahahahahaha max  42

Ho iniziato a ridere tanto che i colleghi iniziavano a guardarmi con delle facce strane  thefinger hahahahahaha

grandissimo!... ti sei solo dimenticato d'aggiungere "BEL" tra dopo un e po' nella parte che racconti la sosta a Lausanne  PDT_nunu

...a leggere viene voglia di ripartire al più presto possibile per la prossima avventura!

vaaaaaaaaai GLMC!!!!!!!
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« Risposta #7 il: 09 Luglio 2010 10:18:30 »

Per quanto riguarda il racconto fino a dove ero presente, devo dire che ci sono parecchie inesattezze. Ad esempio erano Cri e Cinghios a mangiare al bar con i panini comprati da un'altra parte e non Scuba (che si sa, è un signore)  28 28
Inoltre io ricordo che quando sono arrivato la mattina, il megaPresident c'era già...potere della carica istituzionale?

Aggiungo che mi hai nominato troppe volte e che la prossima volta lo voglio diviso per capitoli con tanto di indice!

Per il resto l'ho letto tutto d'un fiato...spettacolare come sempre!  28 28 42 42 42 42
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« Risposta #8 il: 09 Luglio 2010 11:15:17 »

Grande Halo,
anche io ho letto il report tutto di un fiato e devo dire che ho rivissuto quei 2 giorni in questo ultimo quarto d'ora.  42

Colgo l'occasione, col mio cronico ritardo, per ringraziare tutti gli organizzotori dell'evento ed appena qualcuno mi fornisce gli estremi dell'ftp carico delle foto da condividere con tutti voi. Mi raccomando, dando il giusto peso alla parola "appena".  toothy9 toothy9 toothy9

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« Risposta #9 il: 09 Luglio 2010 11:36:39 »

appena qualcuno mi fornisce gli estremi dell'ftp carico delle foto da condividere con tutti voi. Mi raccomando, dando il giusto peso alla parola "appena".  toothy9 toothy9 toothy9



Hai un pm  icon_thumright
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« Risposta #10 il: 09 Luglio 2010 12:23:23 »

 42 42 veramente un report spettacolare....anche io sono scoppiata a ridere in ufficio poi mi sono dovuta contenere....ed è proprio vero che ti prende un pò di nostalgia x i bei momenti vissuti ma anche una grandissima voglia di ripartire....  yes
.....e poi sono pure diventata una festività del GLMC  toothy9 toothy9 toothy9
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« Risposta #11 il: 09 Luglio 2010 13:03:24 »

...senza parole...FANTASTICO REPORT!!! DA STAMPARE E TENERE NEL RELIQUIARIO DELLE "COSE DA MOTO" !  icon_thumright
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« Risposta #12 il: 09 Luglio 2010 15:18:49 »

 20 a tutti...
...siete trooooooooooooppo bbuoni!

Per quanto riguarda il racconto fino a dove ero presente, devo dire che ci sono parecchie inesattezze. Ad esempio erano Cri e Cinghios a mangiare al bar con i panini comprati da un'altra parte e non Scuba (che si sa, è un signore)  28 28
Scuba l'ho visto seduto a fine pranzo ai tavoli del bar, è stato qualcuno a riportarmi che aveva mangiato panini e non il cibo del locale.

Inoltre io ricordo che quando sono arrivato la mattina, il megaPresident c'era già...potere della carica istituzionale?

..quando sono arrivato io tu c'eri già, e il Meabresident è arrivato dopo di me, quindi, per la nota proprietà transitiva...
...
...
... thefinger thefinger thefinger thefinger
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« Risposta #13 il: 09 Luglio 2010 19:44:21 »

20 a tutti...
...siete trooooooooooooppo bbuoni!

Per quanto riguarda il racconto fino a dove ero presente, devo dire che ci sono parecchie inesattezze. Ad esempio erano Cri e Cinghios a mangiare al bar con i panini comprati da un'altra parte e non Scuba (che si sa, è un signore)  28 28
Scuba l'ho visto seduto a fine pranzo ai tavoli del bar, è stato qualcuno a riportarmi che aveva mangiato panini e non il cibo del locale.



Cmq era il sottoscritto che a Val D'isere ha comprato la baguette, formaggio , prosciutto e coca cola allo Spar dietro al bar e si è seduto al tavolo a prepararsi i panini e mangiare con Scuba e LaSappry .... ovviamente Scuba mi ha dato una mano a mangiare :D
Daltronde se non avevano più panini al bar non è colpa mia ma loro  toothy9
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« Risposta #14 il: 09 Luglio 2010 23:33:36 »

stigranc@zzi che bel report!!!

non serve aggiungere altro se non... GRAZIE A TUTTI!!!! 

io e Tempesta siamo contente di aver intrapreso questi 1000 km ( ) e di averli condivisi con voi!!! 



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