Potrei sbagliarmi... ma mi pare si tratti solo di discussioni (emendamenti) intorno ad un DDL:
FonteMi piacerebbe che certe info, prima di essere prese per buone, fossero "autenticate"... o quantomeno, si facesse lo sforzo di cercare riscontro nei canali informativi ufficiali.
Qualcuno ne ha trovato traccia in un qualsiasi numero della GU?!?!
<fonte> al Disegno di Legge 1720 in materia di Sicurezza Stradale, che riformerà il Codice della Strada ed è attualmente in fase di studio all’Ottava Commissione Permanente Lavori pubblici comunicazioni del Senato. L’emendamento, che vorrebbe introdurrebbe restrizioni troppo rigide sull’abbigliamento per i motociclisti è fuori da ogni logica. È stato proposto dai Senatori del PD Marco Filippi, Bubbico, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda e Ranucci. L’Associazione dei Costruttori di moto e scooter, Confindustria ANCMA
<fonte> , aveva da subito preso una posizione contraria all’obbligatorietà di indossare le protezioni prescritta dalla legge. Non si è fatta nemmeno attendere la critica dei maggiori produttori di abbigliamento
<fonte> , che si sono detti preoccupati per la natura “integralista” del provvedimento e hanno lamentato il fatto che nessun rappresentante del settore moto, né dei Costruttori né delle aziende produttrici di vestiario, sia stato interpellato sull’eventuale adozione di una misura riguardante il suo settore di attività. Pare che, grazie anche alla visibilità che abbiamo dato alla natura dubbia della proposta legislativa sul nostro sito, l’emendamento non venga neanche preso in considerazione.
Il Governo, avendo preso atto dell’assurdità della proposta, avrebbe infatti fatto pressione sull’Ottava Commissione affinché respinga a priori l’emendamento 20.2, senza nemmeno entrare nel merito durante la discussione del DDL in aula.ed anche<fonte> All’Ottava Commissione Permanete Lavori pubblici comunicazioni del Senato è in corso, come vi abbiamo già anticipato, la discussione sul Disegno di Legge 1720 in materia di Sicurezza Stradale, che riformerà il Codice della Strada. Fra gli emendamenti allo studio della Commissione è in fase di valutazione il numero 20.2 proposto dai Senatori del PD Marco Filippi, Bubbico, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda e Ranucci. Dopo la contrarietà a tale emendamento espressa dall’Associazione dei Costruttori di moto e scooter, Confindustria ANCMA, è stata immediata anche la reazione delle Case produttrici di abbigliamento tecnico per motociclisti, che, oltre a non essere state minimamente coinvolte nella definizione del DDL, si dicono anche preoccupate per la sua natura integralista. “Una legge del genere – sostiene Vittorio Cafaggi, responsabile della comunicazione Dainese - sarebbe di difficile attuazione sia per la sua complessità, sia per l’impatto negativo che avrebbe sugli utenti, che la vivrebbero come un attentato alla libertà”. Della stessa opinione è lo staff del Safety Lab di Spidi, che sostiene: “Se da un lato potrebbe incentivare il mercato delle protezioni, dall’altro potrebbe rivelarsi un boomerang per lo stesso, inibendo l’utilizzo anche delle moto. Non parliamo poi della difficoltà di verificare la tecnicità di un prodotto piuttosto che un altro”. Certo, alla luce dell’esperienza fatta con la campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo del paraschiena, ci sentiamo di dire che se già sarebbe mal tollerato l’obbligo della protezione più importante dopo il casco, il paraschiena appunto, come si può pensare che si posso obbligare per legge i motociclisti ad indossare un intero “armamentario”? Anche solo il comma due dell’emendamento in questione, che prevede un casco integrale per i veicoli fino a 11 Kw, basta ad animare accese discussioni: è lecito domandarsi, per esempio, che fine farebbero i caschi jet? Purtroppo dobbiamo ancora una volta riscontrare che chi legifera non è ispirato dalla realtà dell’uomo della strada.